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sabato 18 giugno 2011

L'Italia Peggiore


Pubblico molto volentieri le parole di Bruna,
non occorrono nè commenti nè introduzioni:

E’ vero, siamo l’Italia peggiore,
siamo l’Italia che si alza ogni  mattina sul filo del rasoio!
siamo l’Italia che ha studiato, anni e anni di studio… lauree, specializzazioni, master, dottorati...non bastano mai!
siamo l’Italia del lavoro a scadenza, siamo diventati acidi come gli yogurt e il latte andato a male!
siamo l’Italia che è disposta a tutto pur di lavorare, che fa sacrifici economici ed affettivi e che da anni aspetta il momento per poter mettere a frutto tanti sacrifici!
siamo l’Italia che non arriva a fine mese perche le spese per la sopravvivenza, per la mera sopravvivenza, ci soffocano!
siamo l’Italia di “fannulloni” e di “bamboccioni”!
siamo l’Italia che non può neanche pensare di comprarsi una casa perché contratto a scadenza e concessione di credito sono due concetti che non vanno a braccetto!
siamo l’Italia che quando cerchi una stanza in affitto ti chiedono se hai un contratto a tempo indeterminato, quanto guadagni e la busta paga…. non le banche, ma i privati cittadini!
siamo l’Italia che non ha garanzie lavorative, no malattia, no ferie, no maternità, no anzianità, no TFR, nessun diritto ai lavoratori precari!!!
siamo l’Italia che non fa figli, che come lo cresco un figlio se già io da sola non arrivo a fine mese, siamo anche l’Italia che non fa figli perché le donne in questo paese non hanno alcuna tutela per la maternità, e siamo anche l’Italia che non fa figli perché la donna con figli esce dal mercato del lavoro per non rientrarci!!!
siamo l’Italia della gestione separata e delle Partita Iva!!  
siamo l’Italia che paga le pensione ma che non avrà nessuno che gliele pagherà!!
siamo l’Italia a cui avete tolto qualsiasi entusiasmo e a cui avete rubato la possibilità di perseguire gli obiettivi che danno un senso alla vita di un uomo!
siamo l’Italia che senza di noi non si va avanti perché lavoriamo bene, con scrupolo e dedizione…nonostante tutto!
siamo l’Italia dei ricattabili e sempre proni al sistema!
ma ricorda, non siamo l’Italia di analfabeti che potete lobotomizzare con le tette e i culi di cui siete i massimi esperti!
siamo l’Italia che non hai il coraggio di guardare in faccia, perché anche un piccolo economista come te sa bene che i problemi che le state provocando oggi, tu e tuoi amichetti, avranno delle ripercussioni cosi demograficamente concrete ed economicamente devastanti che, tra 20 anni, vi rivolterete nelle vostre piccole bare per le bestemmie che noi “Italia peggiore” vi tireremo dietro e già vi stiamo tirando da anni.

è proprio vero, Renatino, siamo l’Italia peggiore, ma se noi siamo quella peggiore, “voi” dove cazzo vi collocate?


Bruna Rondinone

giovedì 20 gennaio 2011

La Segreteria del Partito Democratico e la censura leghista



In queste ultime settimane il fronte politico non è rimasto inoperoso e mi ha condotto a confrontarmi nella nuova Segreteria del Partito Democratico materano.
E', ovviamente, prematuro esplicitare qualsivoglia forma di ottimismo per il futuro, figuriamoci quanto lo sia cantare vittoria o proporre pubblicamente un percorso di ricostruzione fattiva del tessuto del PD Materano.
L'ottimismo preferisco esprimerlo sul presente.
E, francamente, sui dati di fatto già acquisiti sia per la metodologia di lavoro proposta che per le motivazioni espresse.
Il Partito Democratico è stato spesso criticato duramente su queste pagine dal sottoscritto.
Ma ritengo di potermelo permettere, in quanto costruttore anche di contenuti e di forza.
Nella mia prima esperienza di questo genere ho avvertito la volontà comune di voltare pagina.
Ma, queste, sono intenzioni.
Lodevoli, ma pur sempre intenzioni.
Vedremo se mi riuscirà di contribuire a trasformarle in fatti.
PErchè è di fatti che abbiamo urgenza.
E i fatti non mancano.
Il Partito Democratico è l'unica organizzazione politica italiana ad aver conservato la  fondamentale parola " Partito " nel suo nome. Mi è stato fatto notare con giusto orgoglio.
PDL, FLI, SEL, IDV, tutti partiti senza partito, tutti partiti ad personam.
Il Partito Democratico ha tutti i difetti che volete, ma è l'ultima barriera rimasta tra noi ed il cesarismo istituzionalizzato.
Questo è un fatto.
Che non nasconde gli altri, dolorosi, fatti che riguardano il PD.
Ma è senz'altro un punto di partenza.
Perchè, con tutti i difetti di questo mondo, il PD ha la sua forza nell'infrastruttura di cultura ed idee costruite nel tempo che è arrivato il momento di rimettere a frutto.
Guardando oltre il bunga bunga, infatti, sono assai più preoccupato da quello che succede in Veneto dove le istituzioni si sono sbriciolate nell'incredibile squallore della caccia al libro leghista.
Dopo la morte del nostro soldato in Afghanistan è questa la notizia della settimana.
Anche i libri di Saviano, con tempismo da consumati Torquemada, sono finiti all'indice.
Questi sono veri e propri mostri che iniziano ad aggirarsi fisicamente per le strade del Paese, probabilmente ignari di essere solo reincarnazioni di un male già visto.
Ecco perchè è nel Partito per antonomasia, il contenitore di una pluralità fisicamente vera, che può esistere una soluzione alternativa ad un futuro di tribuni della plebe.
Ecco perché ritengo valga la pena lavorare nel PD: è una delle ultime linee di difesa collettive non tanto verso l'apparenza degli scandali del Cavaliere e dei suoi, quanto contro la controcultura del personalismo squallido che vede in azioni come quelle della censura dei libri la prassi corrente del futuro che ci attende se falliremo.
E non falliremo.

sabato 6 novembre 2010

Sisifo ed i Dinamitardi

Che il Partito Democratico abbia bisogno di rinascere dalle sue ceneri quanto prima è evidente, sia a livello Nazionale che Locale.
No, lasciamo perdere, così non va. Non sarebbero parole mie.
Anzi, ricominciamo da capo e cambiamo strada:
Esiste un modo di vivere, di gestire gli affetti, di pensare il lavoro, la Città, l'Economia, gli scopi dell'esistenza che è specifico, peculiare e proprio di un certo gruppo di persone. In questa casa, in questo quartiere, in questa città. In Italia. Persone che vivono secondo un insieme di valori, trasversale rispetto a quelli religiosi, un insieme che ha come nucleo fondante il rispetto della Persona e del rapporto tra Persone, visto come centro della Vita.
Queste persone, pertanto, sono probabilmente attente a certi aspetti dell'esistenza umana e vedono nella Collettività un'occasione di prosperità.
Pagano le tasse, fanno la raccolta differenziata, non parcheggiano in doppia fila, lavorano per vivere, trovano leggerezza per le proprie vite nell'impegno civile, considerano l'Arte e la Cultura strumento di emancipazione dell'anima.
Queste persone sono il mio Popolo, il Popolo della Sinistra. E non sono "La Gente".
Il mio Paese è nello stato in cui è anche perchè il Popolo della Sinistra non solo è stato troppo a lungo una minoranza divisa, ma è tuttora ostaggio di rappresentanti che, uno per uno, saranno magari delle bravissime persone, ma, che, come classe dirigente, hanno oggettivamente fallito. Dimostrazione: Silvio c'è. Non ci sarebbe se la classe dirigente del Popolo della Sinistra fosse stata degna del suo stesso popolo.
Nichi Vendola, è evidente, sta salendo a grandi passi la scala dell'ascesa ad una leadership nazionale del mio Popolo.
Sul mio profilo Facebook e sui miei blog troverete senz'altro numerosi richiami a questo leader carismatico che è un piacere ascoltare e con cui raramente sono in disaccordo. Tuttavia, appunto, Nichi Vendola, a cui non trovo, ora , altri difetti, è un leader carismatico. E, scusatemi, ma non sono entusiasmato dai leaders carismatici. Certo, mi piacerebbe tanto vederlo giurare fedeltà alla Costituzione come Premier, ma temo che per avere la forza di riformare questo Paese serva ben altro che il suo naturale carisma.
Serva un Partito del Popolo della Sinistra.
Per me, oggi, questo Partito è il Partito Democratico. 
Ma il Partito Democratico è ben lontano dall'essere il Partito del Popolo della Sinistra.
Le circostanze, a livello Nazionale ed a livello locale sono terribilmente, sinistramente, simmetriche.
A livello nazionale c'è un segretario di cui non si può che apprezzare lo sforzo di questi mesi, anche se evidentemente ancora insufficiente per dare spina dorsale al Partito. A livello locale c'è un segretario appena eletto che ha l'ingrato compito di affrontare innumerevoli questioni, tutte urgenti, tutte complesse.
Nel frattempo, come se non bastasse, imperversano i rottamatori.
Sarà per l'antipatia del termine di cossighiana memoria, queste figure mi lasciano piuttosto perplesso. Nel merito ( il PD diventerebbe davvero il Partito del Popolo se la Classe dirigente prendesse atto del fallimento degli ultimi 20 anni e se ne andasse in pensione ) io sarei anche concorde.
Ma nel metodo?
Dopo la fine della campagna elettorale delle passate elezioni comunali io ho proseguito nell'impegno mantenendomi su un sentiero di pervicace pragmatismo. Che gli innegabili guasti a cui ho dovuto assistere in questi mesi siano dovuti a quanto di cui sopra è palese, che la soluzione sia mettersi a gridare a pieni polmoni:" Che schifo, andatevene!" Mi lascia più che dubbioso.
Se non altro perchè mentre uno grida "andatevene" e l'altro risponde "ingrati", il tempo passa, il papy nazionale se la ride ed il Paese affonda.
Ecco perchè ritengo che il rinnovamento della Classe Dirigente, la costruzione effettiva del Partito del Popolo e la conseguente formazione di una forza politica complessa ma unitaria nell'intento di salvare il Paese dal collasso debba partire da ciascuno secondo le sue possibilità attraverso operazioni concrete nel senso pratico del termine.
Per esempio, io continuerò a proporre a partire dal livello comunale le tematiche del Software Libero come strumento di sviluppo economico per Matera. Continuerò, monotono e paziente a combattere perchè il Partito Democratico materano torni a Matera da Marte ( mi si perdoni la citazione ), discuta pubblicamente dei temi più gravi ed urgenti ( non mancano ) e, seduta stante, trasformi il risultato della discussione in provvedimenti concreti che i suoi dodici consiglieri dodici dovranno portare all'attenzione del governo cittadino.
Idem per l'Energia Rinnovabile, i rifiuti, gli spazi di crescita giovanile, i parchi, i Sassi, la viabilità, la Cittadella del Cinema, la Cultura, il lavoro  e tutto quello che è necessario per costruire la Sinistra attraverso azioni di governo di Sinistra.
Ecco perchè spero che la bandiera del PD inizi a sventolare sui guai, sulla monnezza, sugli ingorghi, sulle vie dei sassi ingombre di auto e cemento, sui giovani e le loro notti alcoliche, per proporre soluzioni e, dato che qui siamo governo, metterle in pratica.
Una alla volta.
E, spero, si faccia lo stesso a livelli più alti di quelli della mia campagna elettorale per una Città Differente.
Prendiamo posizione, tutti quanti. Su tutto. La differenza la faranno i risultati, altrimenti, lamentarsi di clientele, inefficienze ed occasioni sprecate è un giochino peggio che sterile, ma suicida.
Qui, un mattoncino costruttivo, c'è.

martedì 7 settembre 2010

Non è mai finita.

La rabbia che ti colpisce al mattino, ascoltando la rassegna stampa di Radio Tre, mentre vai a lavorare lontano dalla tua città, è' una rabbia che non puoi sfogare.
Hanno ammazzato un uomo che faceva il suo dovere, che difendeva la sua terra dal cemento, che portava ricchezza all'ombra degli alberi risparmiati dalle ruspe, che nella Legge aveva tracciato un sentiero di possibile prosperità anche nel Sud, anche in Campania, anche in terra di Mafia. Lascio alle parole di Libera un commiato più adeguato ed a quelle di Saviano l'analisi rabbiosa e puntuale degli eventi. A me non resta che registrare un altro nome, annotare l'indifferenza del governo ed anche, con vergogna, quello del Partito Democratico di cui Angelo era militante. 
Tanto per non smentirci.
Per quello che vale, la base del PD, invece, si indigna e ne PARLA. E continua ad occuparsi della propria città, perchè la morte di Angelo Vassallo riguarda Matera e tutti noi.